Accendete le stelle!

Tanto entusiasmo per una sfida originale: insegnare a fare cinema a giovani e bambini. Così si concretizza l’idea di un eclettico cineasta ligure.

1998. Quattro mesi in Benin, dove capita come direttore della fotografia di Barbecue-Pejo, l’opera prima di un regista beninese (Jean Odoutan), ed ecco Valerio Truffa convertito all’Africa. Tanto da trovarvi anche moglie. E da scommettervi un progetto originale: la prima scuola di cinema per ragazzi dell’Africa Occidentale.

Valerio Truffa nasce come attore di teatro, ma il passaggio al cinema (dapprima come assistente dello scenografo-costumista Danilo Donati di Amarcord e Casanova di Fellini) gli apre un ventaglio di opportunità che non si lascia scappare: dialoghista e montatore, fotografo e produttore… Gira anche suoi cortometraggi, di fiction (Les lumières du regard, 1988, e Les nuages se suivent, 1993) come pure documentari (Sortie d’Egungun à Ouidah, 2005).

Ma l’idea di qualcosa di davvero innovativo gli viene nel 1998, sul set di Barbecue-Pejo. «Vi lavoravano dei tecnici burkinabè – ricorda oggi – che non erano competenti. Non sapevano piazzare una giraffa né fare una carrellata… Carenze come queste contribuiscono a perpetuare l’immagine di un cinema africano “folcloristico”. Ed è un peccato, perché gli africani hanno invece molte cose da dire. Finito il film, ho pensato a come organizzare dei corsi».

Ciak, i vidomegon

Valerio si fa conoscere, bussa alle porte giuste in Benin e in Francia, ci mette del suo (la scuola sorgerà su un terreno da lui acquistato a Ouidah), e nel 2004 l’Atelier Fiwe comincia la sua attività con i primi quindici giovani, che ne usciranno (certo non tutti… la strada è lunga!) con un master. Tra le prime “esercitazioni” realizzate, dei corti sul vodù, la schiavitù moderna, la pulizia delle città.

E quelli che hanno passione per la settima arte ma non la possibilità di dedicarvisi a tempo pieno? Per loro sono previsti degli stage di iniziazione, che si tengono nei fine settimana per la durata di un mese.

Ma non è tutto. “Allumez les Étoiles” (Accendete le stelle) è la declinazione forse più simpatica, e impegnativa, dell’articolato progetto. Anche i bambini amano le immagini in movimento. E amano crearle, non solo vederle. Così Valerio Truffa forma degli insegnanti all’analisi del film e all’uso della videocamera. Nel 2005, dieci scuole-pilota della regione di Ouidah, per un totale di trecento alunni, hanno cominciato a dedicarsi al cinema, e nel luglio dello scorso anno, a Cotonou, si teneva già la prima edizione del “Festival Video della Gioventù del Mondo”.

Oltre all’uso degli strumenti audio e video, per i ragazzi c’è anche una formazione teatrale (nel cinema c’è bisogno anche di attori!). Dieci di loro, della Scuola Brésil, hanno messo in scena una pièce sui vidomegon – i bambini vittime di una vera tratta di lavoratori domestici – poi trasmessa dalla tivù nazionale.

pubblicato su Africa novembre-dicembre 2007

 

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