Garry Davis, chi è costui? (2)

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Garry Davis davanti al tribunale, a Parigi (1948 ?)

A un mese dalla scomparsa (24 luglio) del “cittadino del mondo” Garry Davis, ecco una sua presentazione attraverso l’Abbé Pierre, così come fornita dal libro di Denis Lefèvre, Tutte le sfide dell’Abbé Pierre, uscito l’anno scorso in occasione del 5° anniversario della scomparsa del prete dei cenciaioli e del centenario della sua nascita.

Premessa. Lo sguardo planetario sui problemi che già andava affrontando, l’Abbé Pierre lo acquisisce all’indomani della seconda guerra mondiale. «È a Casablanca, dove il ministro della Marina lo invia, appena finita la guerra – scrive Lefèvre a pagina 79 –, ad aiutare le popolazioni europee e africane ancora in predo allo smarrimento  rappacificarsi e a riconciliarsi, che l’Abbé Pierre scopre la diversità delle culture e delle civiltà».

Rientrato in Francia, l’Abbé Pierre «entra nel piccolo gruppo di sostenitori di Garry Davis, propugnatore di una cittadinanza mondiale. Figlio di un’artista e di un direttore d’orchestra famoso, egli stesso attore, Davis non è certo il tipo pronto a fare la guerra». Chiamato comunque sotto le armi come pilota, si troverà ad essere portatore di morte e distruzione con il suo bombardiere. «Abbiamo fatto un primo giro con le bombe al fosforo – confesserà all’Abbé Pierre, nome “di battaglia” che Henri Grouès, prete, aveva adottato nella resistenza e che vorrà conservare fino alla morte –. Abbiamo gettato il fuoco attorno a Brema e ad Amburgo. Mezz’ora dopo, quando le persone si erano rifugiate in mezzo, abbiamo appiccato un cerchio di fuoco più stretto. Infine, un terzo cerchio ha annientato i superstiti. Almeno centomila morti. Come una bomba atomica».

Al termine della guerra, è il cuore di Garry Davis che diviene un campo di battaglia. Non ce la fa a riprendere i panni dell’attore e si dedica alla causa della cittadinanza mondiale. «Nel maggio 1948 – racconta sempre il biografo dell’Abbé Pierre – rompe clamorosamente con il suo paese d’origine: straccia il passaporto americano davanti all’ambasciata statunitense di Parigi e si proclama cittadino del mondo.

Quando lo troviamo accampato al Trocadéro, davanti al Palazzo di Chaillot dove si riunisce l’Assemblea generale dell’Onu, gli è scaduto il permesso di soggiorno. L’Abbé Pierre va a trovarlo e «i due si capiscono al volo». C’è anche un aneddoto “fuori tema” riportato dall’Abbé Pierre in persona: «Un giorno attraversavamo Place de la Concorde. Ero io che guidavo – avevo la fami di automobilista incosciente – e lui mi diceva con la sua parlata: “Mi piaci, tu guidi come io pilotavo!”».

C’era anche l’Abbé Pierre, quella sera al Vél d’Hiv evocata da Pierre Bergé. Anzi, l’Abbé Pierre vi ebbe un ruolo centrale. Ecco il racconto sempre di Denis Lefèvre.

«Per dare più forza alla lotta di Garry Davis, il suo comitato aveva organizzato un grande meeting al Velodromo d’Inverno, che si riempì all’inverosimile. Alla fine del discorso dell’Abbé Pierre, quando questi si rivolge al segretario generale delle Nazioni Unite, la folla urla. “Al Trocadéro!”. Il pubblico voleva attraversare la Senna e salire al Palazzo di Chaillot per imporre ai delegati dell’Onu un’assemblea costituente mondiale. “Bisogna calmarli”, gli sussurra all’orecchio il suo vicino alla tribuna. “E perché non andare?”, gli replica l’Abbé.

Visto che quella manifestazione non era stata preparata, e considerati i rischi che avrebbe comportato, alla fine non andranno. Garry Davis intanto aveva già provato a prendere la parola nell’Assemblea delle nazioni Unite, chiedendo ai delegati di convocare una costituente mondiale in vista della creazione di un governo e di un parlamento mondiali. Ma era stato subito bloccato dalla polizia insieme con una decina di militanti che l’accompagnavano».

Si tratta senza dubbio della stessa occasione evocata da Bergé, che precisa che poi furono effettivamente arrestati in tre. «L’azione di Garry Davis – conclude Lefèvre – aveva in ogni caso suscitato un movimento di notevole risonanza nel mondo. Per la prima volta nella storia dell’umanità, migliaia di uomini e donne manifestavano insieme la loro volontà, in tutto il mondo, di veder nascere una comunità mondiale politicamente organizzata».

L’Abbé Pierre, da parte sua, che all’epoca era deputato, aderì al gruppo federalista del parlamento francese e si dedicò alla promozione del federalismo mondiale, diventando per qualche tempo anche presidente esecutivo del “Movimento universale per un federalismo mondiale”.

Garry Davis… Abbé Pierre… Martin Luther King (fra tre giorni, i 50 anni del suo I have a dream)… Dove sono gli eredi?

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