Un’intervista e cinque buone notizie sull’Africa

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da “Sette / Corriere della Sera” 4.4.2014

Nello stesso numero di Sette (4.4.2014), settimanale del Corriere della Sera, in cui Domenico Zincone intervista l’autore di Fogli di via Gianpaolo Trevisi, c’è un’altra intervista che merita una segnalazione.
Nella sua rubrica, Salvatore Giannella propone come suo «eroe» della settimana l’illustre ematologo Lucio Luzzatto, reduce da un premio conferitogli dall’Università di Ibadan.
Ibadan?! Ebbene sì, Ibadan. La seconda città della Nigeria. Là il prof. Luzzatto trascorse dieci anni, 1964-74, creandovi «un dipartimento di ematologia di successo. Oggi, 40 anni dopo, gli allievi dei miei allievi mi hanno voluto dire grazie».

Qui ci sono dunque almeno tre (buone) notizie. Uno, la Nigeria non è solo il paese di Boko Haram, dei disastri ambientali nel Delta del Niger, della corruzione, di tante ragazze deportate con l’inganno fino ai nostri marciapiedi. Due, anche in Africa esistono, e si vanno moltiplicando, le “eccellenze” in campo sanitario (e altri campi). Tre, la gratitudine non è morta: è capace di durare decenni e più (in Africa, per lo meno).

C’è anche una quarta notizia che emerge dal prosieguo del colloquio, ed è l’«ammirazione» che il professore esprime (e, quinta notizia, viene evidenziata nel titolo del pezzo) per Nyerere, padre della Tanzania e una delle più grandi figure di africani del XX secolo. «Riuscì a ottenere l’indipendenza, nel 1961, senza spargimento di sangue − ricorda Luzzatto −. Raggiunse importanti traguardi sociali. Aveva scommesso sull’istruzione. Fu sostenitore del movimento federalista panafricano».
In economia le cose non volsero purtroppo al meglio per la Tanzania, per diversi motivi, ma l’uomo seppe ritirarsi con dignità in tempo. «La mia stima fu tale che gli scrissi una lettera: poteva esserci posto per me in Tanzania? Se gli ideali che ha seminato − conclude l’ematologo − fiorissero in tutta l’Africa, non avremmo più barconi di disperati da quel continente».

Corollario. La pagina citata non lo dice, ma qui posso/debbo aggiungere: per conoscere il Mwalimu della Tanzania esiste un solo testo in italiano a lui dedicato: Nyerere, il maestro di Silvia C. Turrin (prefazione di Jean-Léonard Touadi).

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