Vietato divorziare oppure vietato ripudiare?

Nei-sentieri-degli-uominiIl Sinodo sulla famiglia, parte II, è ormai alle porte. Tante le attese, i timori, chi la vede da destra e chi da sinistra, ecc. Si moltiplicano le riflessioni, le prese di posizione, i distinguo… naturalmente sui punti più scottanti, e sopra tutti quello della comunione ai divorziati risposati. La nuova normativa bergogliana sul riconoscimento della nullità del matrimonio, poi, è venuta a riattizzare il dibattito.

Segnalo, da parte mia, una pagina di un recente libro che non ha destato l’attenzione dei media, almeno per quanto possa constatarlo. Anche perché non è un testo di per sé dedicato alle diatribe in corso. Si tratta di un commento al Vangelo di Marco,* che è poi il Vangelo-guida dell’anno liturgico in corso. Ne è autore Marcelo Barros – il benedettino brasiliano che fu molto vicino a Helder Câmara e all’origine di una bella esperienza monastica “aperta” (poi fatta chiudere) –, un personaggio che frequenta spesso l’Italia su invito di parrocchie e comunità. Questo libro nasce infatti da un percorso di lettura da lui fatto insieme con una comunità di Pinerolo, e il libro ne conserva di proposito tracce palesi.

Ebbene, nel commento al passo 10,1-12 (alle pagg. 142-145), abitualmente titolato dalle varie edizioni della Bibbia “Sul divorzio”, dom Marcelo evidenzia come in realtà la domanda dei farisei da cui scaturisce poi l’insegnamento di Gesù non verta sul divorzio, ma sul ripudio. Che poi il ripudio dia luogo al divorzio, è una conseguenza (non esistendo all’epoca l’istituto “intermedio” della separazione quale lo conosciamo oggi in Italia). E prima di proseguire è meglio andare a leggersi il brano.

Ora, Barros, dopo avere sottolineato che la normativa del Deuteronomio (24,1) cui si riferiscono i farisei «non è molto chiara su questo punto» e che esistevano almeno due diverse scuole rabbiniche di pensiero in materia, ci fa osservare che «Gesù non si addentra nella discussione giuridica» (come del resto farà sempre anche in altre occasioni: ricorderemo tutti l’abile modo in cui “assolve” la donna sorpresa in adulterio e condannata seduta stante alla lapidazione in base alla Legge di Mosè). «Quello che mette in discussione – dice il nostro autore – è il diritto dell’uomo a ripudiare la moglie. Riflette sulla situazione a partire dalla donna».

E invoca a suo favore quanto già scriveva Joachim Jeremias, un esegeta tedesco studiato in ogni scuola di teologia cattolica (anche se luterano), quarantacinque anni fa: «Gesù non vuole tanto proibire il divorzio quanto lasciare ben chiaro il divieto per l’uomo di ripudiare la moglie». Il richiamo del Maestro alla Genesi non va dunque letto, commenta Barros, come una nuova “legge”, ancor più antica di quella mosaica, che egli vorrebbe far adottare, bensì «come una meta: “all’inizio” non c’erano leggi né norme per regolamentare l’amore».

Una parola, insomma, non contro il divorzio in quanto tale (e l’autore ricorda alcuni passi neotestamentari in cui pare venisse ammesso in talune circostanze, senza poi contare la pratica della Chiesa ortodossa) ma in quanto risultato di un ripudio unilaterale, violento, senza appello, ai danni della donna.

Rimane da chiarire, come appendice, un aspetto di cui dom Marcelo non fa parola nel suo “dialogo” su Marco. Il v. 12 aggiunge: «E se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio». Si tratta certamente di un’aggiunta fatta dal redattore finale del Vangelo per il contesto romano per il quale Marco è stato scritto, dove l’atto di ripudio poteva venire anche dalla moglie, a differenza che nell’ambiente ebraico. Se andiamo infatti a vedere i passi paralleli negli altri Vangeli (Mt 5,31-32 e 19,3-9; Lc 16,18), destinati, specie Matteo, a un ambiente più giudaico, non vi ritroveremo questa glossa.

Le parole di Cristo («L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto») non vanno certamente minimizzate o svuotate, ma rileggerle “come se le leggessimo per la prima volta” – e dalla parte della donna, come effettivamente erano –, senza le incrostazioni della storia e delle polemiche, fanno indubbiamente tutt’altro effetto.

* Marcelo Barros, Nei sentieri degli Uomini. In dialogo con Marco, Edizioni Gruppo Abele / Rete Radié Resch, 2015, pp. 215
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