Cuba oggi: la voce che non possiamo ascoltare

Sarebbe stato un dono per molti udire il suo commento alla visita di papa Francesco a Cuba. Ma don Giulio Battistella, che nell’isola-caimano aveva vissuto una parte significativa (1997-2004) della sua vita di missionario, e che si era perso la visita di Giovanni Paolo II per colpa di un incidente stradale, non è più tra noi ad affidarci il suo pensiero: è infatti entrato nel “sogno dei cieli” poco meno di due anni fa. Ma prima di andarsene aveva raccolto le sue lettere e altri testi in un libro, Da Cuba e Argentina* – perché il paese del tango, nel fango delle baraccopoli, era stata l’altra sua esperienza di “missionario estero” (1970-1978). Nel frattempo era stato, anche dalla sua Verona, sempre attento all’America Latina (nello staff dell’allora Ceial, prima che diventasse Cum) e ai temi della pace. Fu anche tra i promotori dell’appello dei preti del Triveneto Beati i costruttori di pace e, negli ultimi anni, finché ha potuto, si è dedicato alla pastorale dei nuovi stili di vita. Il tutto, sempre condito da una grande e sincera umiltà, oltre che da un’affabilità non disgiunta dalla fermezza. E, naturalmente, da una solida fede.

Che cosa avrebbe detto, oggi, don Giulio? Benché visto da molti, a suo tempo, come un cattocomunista o giù di lì, certo non nascondeva i problemi di Cuba in materia di diritti umani e di libertà religiosa. Ma era un uomo positivo e, come ha ricordato Il dialogo, nel 1997 papa Woytjla lo aveva inviato «a Cuba, per preparare un incontro con Fidel Castro. La foto del quotidiano veronese lo ritrae in atteggiamento sorridente e confidenziale in un colloquio con il papa polacco. I diplomatici del Vaticano avevano intuito che l’uomo giusto per aprire la strada per un incontro con Castro era il veronese don Giulio, amico degli ultimi, autore di saggi e ricerche ed esponente autorevole del Centro Ecclesiale Italiano per l’America Latina e responsabile del Servizio Informazione di quel continente».

Oggi don “Giulietto”, dall’alto dei suoi «cieli» – «sogno» per lui ormai avverato – starà sorridendo. E le parole consegnate al suo libro tornano forse d’attualità.

* Giulio Battistella, Da Cuba e Argentina. Il sogno dei cieli, Emi, 2012, pp. 304
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