Le difficoltà di un gesuita (e le sviste di un sociologo)

bergoglio_cucinaIl numero 6/2015 di Micromega è dedicato a “Francesco e l’Altrachiesa”. È aperto dal «testamento» di Arturo Paoli, contiene numerosi interventi di personalità del mondo ecclesiale e culturale di indirizzo diverso, per la maggior parte “di sinistra”, che rispondono ad alcune domande poste dalla direzione della rivista, e si chiude con un saggio di Jean-Louis Schlegel, apparso contemporaneamente su Esprit, la rivista francese fondata da Emmanuel Mounier, il filosofo del personalismo. Tanto per capirci, possiamo accostare a Mounier la figura di Jacques Maritain.

Schlegel si dedica a ricostruire la gesuiticità di Bergoglio, mostrando quanto i rapporti con il suo ordine – nel cui seno egli fu anche superiore provinciale e maestro dei novizi – abbiano conosciuto lunghi e pesanti momenti di difficoltà. È addirittura «rimasto “fino alla sua elezione una figura controversa all’interno della Compagnia di Gesù” argentina ed evitava persino, quando andava a Roma da arcivescovo, di frequentarne le case romane», scrive Schlegel citando Bernadette Sauvaget, l’autrice di Le monde selon François (Cerf, 2014).

Tutto bene e interessante. Ma sorprende che, in relazione agli anni della dittatura, l’articolista – che è sociologo delle religioni e molte altre cose – lasci planare l’indefinitezza: cita il caso di padre Yorio e fa cadere un «qualsiasi cosa Bergoglio abbia fatto o non fatto» (durante la dittatura), come se, dopo gli allarmismi all’indomani della fine del conclave (Bergoglio amico dei generali, ecc.), quella pagina di storia non avesse ormai trovato un chiarimento, operato in particolare da Nello Scavo con la sua inchiesta condotta sul posto La lista di Bergoglio (Emi, 2013) – disponibile tra l’altro anche in edizione francese (Bayard) dal 2014 – e continuata con I sommersi e i salvati di Bergoglio (Piemme, 2014). Qualcosa, anche se probabilmente non di prima mano, si trova, sempre in francese, anche in François, un pape surprenant di Evangelina Himitian (Presses de la Renaissance, 2013).

Fare dell’apologetica non è nelle mie corde, ma, fatta salva la buona fede, rimane il fatto che se scrivi un “saggio”, cerchi tutta la bibliografia significativa sull’argomento.

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