Passi avanti sugli spot “hard” delle ong

Dal Codice di Condotta della rete delle ong irlandese

Dal Codice di Condotta della rete delle ong irlandese

L’editoriale di Africa dello scorso maggio-giugno (cofirmato dal sottoscritto con il direttore editoriale) – che contestava gli spot di “pornografia del dolore” di grandi organizzazioni umanitarie che passano in continuazione sui teleschermi – da palla di neve sta facendo valanga, rilanciando una discussione sul tema che (per fortuna) non si è ancora sedata.

Se ne è fatto eco, in particolare, un qualificato blog di operatori della cooperazione internazionale, che ha anche ripreso un articolato intervento di Vita.it, scritto dal responsabile Comunicazione sociale dell’AOI, l’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale e alla cui lettura rimando ben volentieri. Anche, ma non solo, per i documenti citati, che mostrano come le riflessioni e raccomandazioni in materia non manchino. Quel che manca è, “solo”, l’autodisciplina.

E oggi (20 novembre 2015, Giornata dei Diritti dei Bambini) è partita la campagna Anche le immagini uccidono, per iniziativa di africani in Italia
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