Perché banchieri e politici “devono” mentire

Gaël Giraud

Gaël Giraud

«Turbolenze in Borsa, ma sistema italiano solido» è il messaggio che in questi giorni Padoan, Renzi e compagnia tutta stanno comunicando. Ci auguriamo tutti che sia vero, naturalmente, e in effetti nella crisi globale esplosa nel 2008 l’Italia, da questo punto di vista, se l’è cavata meglio di tanti altri paesi. Così come ci auguriamo che i casi Monte dei Paschi e delle quattro banche locali siano più unici che rari.

Ma sarà possibile che un responsabile finanziario o politico possa dire qualcosa di diverso dal rassicurare? Gaël Giraud parlava così, in un’intervista del 2012:

[…] una banca non può mai ammettere pubblicamente di andar male: i suoi clienti la lascerebbero subito e si troverebbe rovinata. Ad esempio, le prime quattro banche francesi hanno preso in prestito 200 milioni di euro dalla Banca di Francia all’inizio di novembre, in tutta discrezione, continuando ad affermare che stanno andando bene. Questa menzogna sullo stato di salute delle banche è strutturale, non dipende dalla virtù di questo o quel banchiere. Quanto ai politici, molti sono “catturati” dal ricatto bancario: se rivelassero al pubblico l’ammontare delle perdite, non solo certe banche fallirebbero, ma il paese stesso sarebbe trascinato nella tormenta. La lobby delle banche approfitta di questa discrezione obbligata per bloccare molte riforme: silurare il progetto di banca pubblica di investimento, svuotare del suo contenuto il progetto di separazione bancaria, non far applicare le regole prudenziali di Basilea III…

Ma chi è Gaël Giraud? Ha alle spalle una brillante carriera nel mondo della finanza, che ha lasciato per diventare… gesuitaIl suo attuale incarico più importante è quello di capo-economista (nella laica Francia!) all’Agence française de développement. È inoltre membro della Fondation Nicolas-Hulot pour la nature et l’homme (Nicolas Hulot è stato, fino COP21 conclusa, l’inviato speciale del presidente della repubblica francese per la protezione del pianeta). Senza però smettere di intervenire nel suo campo di competenze. Cosa che ha fatto anche attraverso un libro, di recente edito in italiano (Transizione ecologica; titolo originale: L’illusion financière), dove tra l’altro approfondisce la nozione (anzi, la pratica) di «menzogna strutturale», un problema che «è intrinseco al mestiere bancario». Quando infatti «prendono la parola in pubblico, i banchieri si muovono dunque in una struttura potenzialmente menzognera. Per dirla in un altro modo: il mestiere di un banchiere non è parlare in pubblico».

Ma mentono proprio tutti tutti tutti?…

La paura del bank run è tipica, prima di tutto, delle istituzioni che praticano il mestiere di banche commerciali, che cioè raccolgono risparmi e concedono crediti ai privati e alle piccole e medie imprese. Le pure banche d’investimento si dedicano piuttosto a operazioni d’ingresso in borsa, di fusioni-acquisizioni, e creano strumenti finanziari che scambiano sui mercati a servizio dei loro clienti: la corsa agli sportelli non le riguarda. Sono però interessate da un altro tipo di panico: quello che può devastare un mercato finanziario e trascinare tutti gli attori a vendere sistematicamente un certo tipo di titoli, come accadde nel 2008. Se la nostra banca d’investimento detiene una parte rilevante dei titoli in svendita, allora è in pericolo. Il fenomeno è in fondo simile a quello della corsa agli sportelli: in entrambi i casi è una corsa alla liquidità monetaria, dove tutti sanno che chi arriva ultimo perde molto. Nella situazione dei mercati finanziari secondari, chi vende troppo tardi venderà un titolo svalutato e perderà una parte importante del suo capitale. Tutte le banche sono quindi sotto schiaffo dello spettro del panico, quale che sia la forma che quest’ultimo assuma. Inoltre, il modello prevalente in Europa è quello delle «banche universali», ossia delle banche che praticano il mestiere di banca commerciale e al contempo di banca d’investimento. Esse sono dunque doppiamente esposte al timore di panico. (pp. 130-131)

Certo, qui Giraud propriamente non parla dell’attuale momento italiano. Ma mi sa che questa faccenda della menzogna strutturale…

Gael_Giraud_Transizione_ecologicaGaël Giraud
TRANSIZIONE ECOLOGICA
La finanza a servizio
della nuova frontiera dell'economia
EMI
pp. 287
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