La porta dell’ovile

L’ultima inquadratura di “Jesus Christ Superstar”

La scena finale di Jesus Christ Superstar è un’inquadratura fissa sul sole che tramonta, contro il quale si staglia la croce. Poco si coglie dei dettagli del paesaggio, immersi come siamo in un controluce rossastro. All’occhio attento non sfugge però che nell’inquadratura entra, per attraversarla da sinistra a destra, un pastore seguito dal gregge. Enjambement teologico infilato dal regista in un libretto d’opera rock immemore della risurrezione? Norman Jewison ha confessato di non aver pensato, in realtà, a quel discreto ma efficace elemento visivo, ma di non avere poi saputo privarsene: «Fu una cosa che ci travolse tutti. Rimanemmo lì, in lacrime, senza sapere cosa fare. Dovevamo solo filmare un tramonto, invece…».

Insomma una volta di più la figura del pastore, onnipresente nel mondo biblico – da Abele all’ultimo dei profeti come il Deutero-Zaccaria («Vagano come un gregge, sono oppressi, perché senza pastore. Contro i pastori divampa il mio sdegno»…) e passando per il re-pastore David e il «Pastore d’Israele» invocato dai salmi –, si materializza per dare corpo a una delle cristologie più eloquenti e, probabilmente, più letteralmente uscite dalla bocca di Gesù. Quella del buon pastore è anche una delle raffigurazioni paleocristiane più ricorrenti, che lo ritraggono giovane, senza barba, a immagine e somiglianza del dio Hermes (o di Apollo) carico di un agnello, o capretto, sulle spalle. E già questo è da annotare: l’arte cristiana non nasce “cristiana”, ma si cola negli stampi dell’ambiente culturale circostante, cui attribuisce significati propri alla nuova fede.

Se il linguaggio delle parole è il primo ambito della “inculturazione” (per esempio, come dire “risurrezione”? Riprendendo, con un surplus di significato, i verbi “levarsi”, “svegliarsi”), quello dell’arte lo segue. Che cos’è il parlare in parabole di Gesù, se non questo? Le parabole sono parole/immagini che svelano il Regno dei Cieli senza staccare i piedi dal Regno della Terra. Giovanni ha poi fatto del suo Vangelo un capolavoro dell’ambivalenza Terra-Cielo delle parole: vedere, Io-sono, luce, verità, l’ora, l’acqua… La Rivelazione non avviene con linguaggio da iniziati ma alla luce del sole: «Annunciatelo dalle terrazze» (Mt 10,27). Certo non tutti l’accoglieranno. Ma non per colpa di un elitismo, per l’esoterismo di parole e simboli, bensì per la durezza di cuore degli uditori. Per la loro cecità. Non si tratta di carenza intellettuale. È l’attaccamento a schemi mentali, al potere, alle sicurezze, a un eccesso di autoconsiderazione, al rifiuto di mettersi in discussione (di convertirsi, direbbero i Vangeli)…

In tale contesto possiamo leggere anche il brano evangelico odierno. L’immagine del pastore è trasparente. Lo è per noi, di tutt’altra epoca e ambiente; ancor più doveva esserlo per gli interlocutori di Gesù, che di pastorizia avevano esperienza quotidiana pratica e anche “teologica”: di belati risuona tutta la Torà, e il Tempio era un mattatoio di ovini a ciclo continuo. Eppure «essi non capirono di che cosa parlava loro». «Essi» sono i medesimi farisei che nel capitolo precedente avevano messo al bando il cieco nato perché aveva osato farsi guarire da «un peccatore». Sono gli stessi con i quali Gesù aveva ingaggiato, subito prima, uno dei suoi fulminanti alterchi: «Siamo ciechi anche noi?… – Se foste ciechi, non avreste alcun peccato, ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

L’attualità ci impone un ultimo rilievo. Oltre che definirsi pastore, Gesù dice: «Io sono la porta delle pecore». A) Ricompare qui lo Io-sono giovanneo, allusione al nome di Dio rivelato a Mosè; siamo dunque a uno snodo della rivelazione. B) Gesù è la porta dell’ovile. La porta, appunto, non il muro di cinta, non lo steccato… Non una protezione invalicabile. La porta, per la quale il pastore, e le sue pecore, entrano ed escono e queste, seguendo Io-sono-la-via (come Gesù dirà di sé più avanti) «troveranno pascolo»…

Omelia "Fuoritempio" per la IV Domenica di Pasqua 
pubblicata su ADISTA Notizie 1/4/2017
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